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Quanto Costa La Droga

È stato stimato che un tossico costa in generale alla società, per costi diretti ed indiretti, circa 600€ al giorno.
Considerando che il numero di tossicodipendenti conclamati, ufficialmente censito in Italia al 2007, è di circa un milione, il costo totale è di 600 milioni di euro al giorno pari a 219 miliardi di euro all’anno. Ciò determina un costo pro capite annuo di circa 3800€. In pratica ogni famiglia italiana media di 4 persone sostiene, pur senza avere tossici in casa, un costo medio annuo di oltre 15.000 euro! Ciò spiega come mai le cosche mafiose e la criminalità, d’Italia e di tutto il mondo, non mollino mai questo settore, che fa cassa ogni giorno! Pensiamo quanto più ricchi potremmo essere se non ci fosse la droga in barba alla crisi economica. Facciamo l’analisi dei costi.

Costo diretto alla famiglia
In una ricerca fatta dal Ceis di Belluno, su un triangolo che ha base Marostica-Pordenone e vertice in provincia di Belluno, tra giovani tossicomani titolari di azienda o membri di Spa, Sas, Snc, partecipi di quote parte nell’azienda familiare, è risultato che undici famiglie nell’anno 2000 hanno bruciato da sole oltre 2 miliardi di vecchie lire.

Lo scopo della ricerca (presentata in un convegno a Padova e a due convegni internazionali: a Fiume-Croazia nel 2005 e a Lubiana-Slovenia nel 2007) era quello di vedere come incideva nelle attività lavorative la droga, visto che gran parte delle famiglie venete è titolare di azienda familiare e che vi lavorano quasi tutti i membri della famiglia. Ciò garantisce circolarità di denaro, accesso al credito e vario uso di prodotti ed effetti bancari.

  Area Lire Euro Abuso Attività Età
1 Bassanese 640.000.000 330.532 Cocaina Funzionari di Banca 30 c.
2 Montebelluna 164.000.000 85.000 Eroina Artigiani Legno 25 c.
3 Bellunese 82.000.000 42.350 Milleusi Occupati / Disoccupati 20 c.
4 Cadore 220.000.000 113.620 Eroina Settore Cucina 30 c.
5 Bassanese / Bellunese 298.000.000 153.900 Eroina Settore Commercio 35 c.
6 Trevisana 150.000.000 77.500 Milleusi Metalmeccanica 30 c.
7 Bassanese 182.000.000 94.000 Milleusi Occupati / Disoccupati 25 c.
8 Bellunese 90.000.000 46.500 Milleusi Settore Trasporti 30 c.
9 Feltrina 60.000.000 30.100 Milleusi Settore Commercio 35 c.
10 Bellunese 120.000.000 62.000 Eroina Edilizia 30 c.
11 Bellunese 60.000.000 30.100 Eroina Settore Turismo 30 c.

Totale 2.066.000.000 Lire pari a circa 1.000.000 di euro d’oggi in un solo anno!

Note. Per “milleusi” si intende l’abuso con tutte le sostanze sul mercato, a partire dall’alcol e uso sistematico e smodato di fumo da sigaretta.
Quando si dice occupato/disoccupato non si considera come dipendente, ma in quanto socio d’azienda o proprietario che sta per periodi senza lavorare, pur essendo titolare.

In conclusione, il denaro che viene sperperato in una famiglia dove è presente un tossico, anche se non sempre arriva alle cifre dei casi illustrati, è comunque sempre più alto di quello che dovrebbe pagare una famiglia che volesse farsi carico delle sanzioni previste dal progetto IO SOCIALE e i cui ricavati verrebbero usati per sostenere gli interventi di recupero.

Dobbiamo tenere presente che i danni economici, derivanti dalla presenza di un tossico, si protraggono negli anni e quindi si accumulano sempre più, mentre l’azione sanzionatoria del nostro progetto è finalizzata a far emergere prima possibile l’uso di droga da parte del figlio e quindi avviare il suo processo di responsabilizzazione (vedi Progetto di legge e L’azione).

 

Costo alla società
Per comprendere la ricchezza economica che viene bruciata senza alcun costrutto è necessario:

  • Dare un volto e contenuto a tale spesa
  • Rivelare gli oneri indiretti ma reali a carico della collettività
  • Scoprire il senso e il significato della spesa

Vediamo quindi le voci fondamentali di tale spesa giornaliera:

  Costi Min. (euro) Max. (euro) Media al Giorno (euro)
Droga 50 150 100
Cibo - Casa - Trasporti - Bollette 50 70 60
Danni per Azioni Criminali 200 400 300

  Totale 300 620 510

Ci si riferisce al costo di un tossicodipendente che ormai si droga ogni giorno, quindi non viene considerato chi abusa ogni tanto o solo ai fine settimana, anche se però, a medio termine, esso diventerà facilmente un consumatore stabile rientrando nella categoria sopra ricordata.
Poco importa se la persona che abusa sia parlamentare o immigrato, figlio di mamma o di madre ignota, studente o lavoratore, giovane o vecchio, professionista o operaio.
La domanda è elementare: alla società, all’“iosociale”, conviene mantenere la persona nella dipendenza oppure toglierlo da essa, anche per puri motivi economici?
Vediamo i costi approssimativi di tre diverse modalità di azione:

  • Residenza in Prigione 215 Euro / Giorno
  • Residenza in Ospedale 250÷360 Euro / Giorno
  • Residenza in Comunità Terapeutica 38÷75 Euro / Giorno

La logica attualmente adottata dallo Stato, definita della “limitazione dei danni” attraverso la distribuzione del metadone, è in pratica senza alcun risultato dato il continuo aumento della diffusione della droga e della piccolissima percentuale di tossicodipendenti recuperati. C’è piuttosto da chiedersi se tale logica non vada contro se stessa, cioè produca più danni ancora.

 

Costi delle Dosi Giornaliere
Viene preso come riferimento un articolo de La Stampa, Cronache p. 17, del 20 gennaio 2009. Parla in modo specifico della cocaina, ma essa può servire come riferimento per le altre droghe.
Va precisato che la variabilità del costo giornaliero è enorme, ciò in dipendenza da mille fattori, quali il bisogno di “fare la cresta”, il taglio (se non è soddisfacente la quantità si chiede altra dose, ma la prima è andata, quindi si raddoppia il costo), le manovre restrittive per aumentarne il prezzo, ecc.

 

Dose da Strada

     
Cocaina ½ grammo da 30 euro di qualità 1 gr da 100 euro in su  
Eroina ½ grammo da 15 euro di qualità 1 gr da  50 euro in su  
Hashish pezzo di fumo da 6/10 euro in su  
Marijuana idem pressappoco, leggermente meno  
Ecstasy ogni pasticca da 20/30 euro in su  

 

Osservazioni
Questi dati sono stati verificati in comunità terapeutica. Corrispondono a quelli reali raccolti in strada da vari giornali e giornalisti.
Il Corriere della Sera del 20 gennaio 2009, Focus p. 10/11 rileva il crollo generale del prezzo per grammo della cocaina, passato da oltre 100 euro nel 1990 a poco meno di 50 nel 2006.
Il dato del Corriere è generale, non locale, e riguarda l’Europa.
Negli Usa la media giornaliera del prezzo della coca al grammo sarebbe passata da 65 euro nel ’90 ai 30 euro nel 2006.
Si può notare dunque che i prezzi sono coerenti, specie se si tiene conto che nelle aree periferiche, quali il Veneto, il prezzo tende al rialzo esattamente per la maggiore difficoltà di reperimento.
Di solito, per via della cresta o per la riduzione del principio attivo nel taglio, il prezzo fa notevoli sbalzi in alto ed è variabilissimo.
Nella media comunque il prezzo indicato, quello che corrisponde alla strada, è costante ed esso segna la vera “spesa a perdere” con infiniti altri danni, che gravano sulle famiglie.
Quindi per la sola sostanza, un consumatore abituale di droghe, divora lo stipendio medio mensile di un lavoratore, valutabile poco più di 1200 euro circa, specie se il tossicomane si fa di tutto.

Come per ogni media il dato è indicativo e non ha valore assoluto. Fa comunque rilevare che l’avere in casa una persona, che lavora e si droga, comporta la perdita di tutto il salario e nessun contributo al mantenimento di sé e dell’economia familiare.
Se invece il giovane studia, significa una perdita secca dell’equivalente.

Una riprova sperimentale, fatta con le famiglie che hanno esercizi pubblici (come bar, ristoranti o alberghi), dimostra questo: se il figlio tossico, magari per aiuto o lavoro, aveva accesso alla cassa, a fine mese mancavano da 1500 a 1800 euro. Quando il figlio è stato tolto di torno, perché finito in comunità o semplicemente bloccato, il ricavo mensile risultava cresciuto di appunto 1500/1800 euro.

La quantità e la qualità del costo gravante sulla famiglia misura, grossomodo, la quantità e qualità della dipendenza del figlio o della figlia. Le ruberie sono un altro preciso segnale.
Risulta evidente il peso che grava sulla famiglia, sulla società e sull’organizzazione dei servizi pubblici in risposta o contenimento del problema.
Dall’esperienza e dai rapporti personali con giovani arrivati in comunità e dove si parla con una certa onestà, sia ragazzi che ragazze – pur rischiando la vita ogni giorno – fanno girare un bilancio annuo che può andare da circa 50/60 mila euro a 250 mila e anche più. Per raggiungere l’obiettivo di avere la roba, oltre alle classiche ruberie, vi è l’attività di spaccio, prostituzione, lavoro nero, accattonaggio e altro
Tra le attività vi è soprattutto quella del furto elegante, che non figura mai, come sanno coloro che praticano il commercio o hanno tossicodipendenti al servizio del pubblico e che possono aggirarsi vicino alle casse.
Tra le bollette, vanno poste pure le multe, che di solito finiscono per essere pagate dalle famiglie o cascano nel nulla, ma hanno un costo. È difficile quantificare, ma quando un tossicodipendente usa l’auto o viola leggi con sanzioni amministrative, pacchi di multe cominciano ad arrivare in casa, spesso non pagate in prima richiesta, perché nascoste dallo stesso tossicodipendente.
Uno stillicidio senza fine.

 

Valutazioni
I dati raccolti, grezzi e approssimativi, possono comunque essere maggiormente dettagliati. Le cifre proposte sono raccolte come gestione normale.
Non va nascosto che in occasione di incidenti stradali – quelli mortali, con feriti e spesso con persone rimaste inabili per sempre – le spese straordinarie gravanti sulla società (assicurazioni, servizi ospedalieri, rimborsi alle vittime e per gli incidenti) diventano imponenti, spesso senza fondo.
In certi casi sono rimborsati gli stessi tossicodipendenti e il denaro prende la solita via della strada, in faccia al rimborso alle famiglie, agli avvocati, ecc. Impressionante l’irrazionalità dell’insieme!

Saltano agli occhi alcune conclusioni.

  1. Tutte le strategie messe in atto fino ad oggi non hanno fermato questo fiume di spesa, che per lo più resta carsico. Quindi non ha funzionato la “limitazione dei danni”.
  2. La spesa corrente, senza alcuna modifica strutturale, continua a imperversare quasi si trattasse di un privilegio di spesa lasciato libero in omaggio alla libertà e al piacere di drogarsi, senza che i “dipendenti interessati” paghino in prima persona.
    Cosa assurda in economia.
  3. Erge la differenza tra tutto questo fluire carsico di spesa con il costo che invece si ha quando il tossico dipendente è tirato via dalla strada e posto in comunità.
    La spesa complessiva giornaliera – purché la persona non continui a drogarsi – risulta inferiore sia al carcere che all’ospedale, ma la differenza diventa enorme quando il dipendente è posto in una struttura riabilitativa comunitaria. In puri termini economici,
    la società nazionale ci guadagna immediatamente, in termini sia reali di spesa che in termini di gestione delle risorse e delle persone.
  4. Di conseguenza:
    1. la residenza comunitaria gestita con alcuni criteri standard è immediatamente “limitazione del danno”;
    2. l’accordo programma residenziale/famiglia impedisce, grazie al controllo educativo e rieducativo, la proliferazione dei reati e della finanza drogata;
    3. il percorso terapeutico porta alla responsabilità e talvolta riesce a far fare la restituzione dei danni.

I conti economici parlano da sé.

 

Droga = Guerra: distruzione risorse ovunque per guerre aperte
Oltre alla lenta distruzione di persone, di famiglie e rapporti sociali, la droga ha un preciso costo economico, costo economico solo distruttivo.
Capitali immobiliari e aziendali, nonché quote inimmaginabili di contanti, passano dall’economia visibile e produttiva a quella criminale, soprattutto all’acquisto di armi.
Il piccolo e ignaro tossico del paesino, sperduto tra i monti o le campagne, finanzia le guerre dei Balcani, quelle tribali del Vicino e Lontano Oriente, quelle endemiche dell’Africa e dell’America del Sud. Chi scrive ha conosciuto persone che hanno portato zaini di moneta cartacea italiana, su gommoni, dall’Italia in Dalmazia, rischiando la pelle. Tutta valuta pregiata, contante, pulita appena entra in banca o passa la frontiera.
Le guerre nel mondo sono finanziate con i soldi consumati in droga dai nostri figli tossici. Popolazioni barbariche usano l’arma chimica della droga contro le opulente popolazioni occidentali per procurarsi le armi da fuoco da usare nelle proprie guerre intestine o per armarsi con l’arma atomica.

 

Riassumiamo di seguito le principali voci nelle quali si struttura il costo sociale:

Costi diretti alla famiglia del tossicodipendente:

  • furti in casa
  • danni per incidenti auto
  • spese mediche
  • spese viaggio
  • compromissione della attività lavorativa dei genitori
  • danni patrimoniali anche gravi
    (le assicurazioni non pagano i danni provocati a terzi da una persona sotto l’effetto di sostanze stupefacenti)
  • danni psicologici e biologici
  • spese legali
  • debiti vari assunti dal figlio tossico

Costi sociali:

  • furti
  • costo strutture sanitarie per la tossicodipendenza (SERT)
  • costo mantenimento comunità di recupero
  • costo strutture sanitarie generali per malattie acquisite con la tossicodipendenza
  • costo strutture carcerarie per detenzioni legate allo spaccio di sostanze stupefacenti e per i reati commessi sotto
    l’uso di droga o per procurarla
  • costi giudiziari per processi
  • costi legali d’ufficio per le cause legate all’uso + spaccio di droga
  • costo attività di polizia
  • abuso di mezzi pubblici senza pagamento biglietti (tipico dei tossicodipendenti)
  • danni vari causati da chi lavora facendo uso di sostanze
  • alimentazione del narcotraffico e della criminalità con il conseguente aumento dei relativi costi sociali (processi, carceri, attività di polizia)
  • costi umani per vittime di guidatori sotto effetto di stupefacenti
  • vittime della criminalità legata al narcotraffico

Un esempio reale
600 milioni di Lire, pagati sull'unghia, da un imprenditore della provincia di Vicenza e il cui figlio cocainomane e ragioniere, molto intelligente, broker di borsa, faceva speculazioni illecite e conduceva una vita lussuosissima. Era talmente abile che la banca si è accorta delle sue operazioni solo al secondo buco di ammanco giornaliero non tornante. Licenziandolo in tronco e sottoponendo le sue operazioni a setaccio è saltato fuori il buco ai danni della banca di cui era funzioanrio. Il padre ha coperto di colpo tale buco, in quanto grande cliente della banca e avendo il figlio come membro della Spa di famiglia. Capitale volatilizzato di punto in bianco. Si pensa di avere reso l'idea.

...ma il danno più grave è quello derivante dalla necessità del tossicodipendente di fare sempre nuovi clienti per garantirsi le risorse necessarie a procurasi la propria dose e portando così alla tossicodipendenza sempre nuovi giovani!

È importante ricordare che un tossicodipendente che ha effettuato un percorso riabilitativo e rieducativo in comunità terapeutica, fatto bene e consolidato negli anni, è una persona pienamente recuperata alla società civile con una marcia in più rispetto alla media delle altre persone per merito del profondo lavoro che ha dovuto fare su se stesso per riconquistare la propria libertà.
 

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