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Lo Spinello di Troia Ulisse usò la voglia di divertirsi dei troiani per espugnare la loro città; fingendo una fuga, dopo un lungo periodo di guerra, lasciò al nemico un bellissimo cavallo di legno. I troiani fecero festa e decisero di portare dentro le mura quello che interpretarono come un regalo, dimenticando che chi glielo aveva fatto, fino a poco prima, era il loro nemico. Così è il THC, il principio attivo della cannabis. Poco importa se sia o no neurotossico (neanche l’eroina lo è) ma la sua azione è la più subdola fra tutte le altre sostanze.
Il tutto per raggiungere il suo obiettivo, cioè quello di far perdere la persona in un eterno presente, lontano dalle proprie responsabilità, ferma e incapace di crescere, chiusa in un comportamento individualista che le impedisce di sviluppare quel senso di libertà responsabile che la rende consapevole di essere parte di un tutto e di sviluppare il proprio IO sociale, utile a sé e agli altri. Il THC è quindi un’arma chimica che, nascosta entro un rotolo di carta, prepara il terreno e spesso la strada alle droghe definite pesanti (tanto lei è riuscita a farsi definire “leggera”), come un nuovo cavallo di Troia che ci ricorda che, nel bene e nel male, i Principi sono sempre gli stessi. In termini strettamente biochimici uno, ma non il solo, degli effetti del THC, è il congelamento della zona del cervello chiamata Amigdala; essa è l’archivio delle esperienze emozionali e serve a consentirci di dare significato alle nostre azioni. Bloccarla equivale a eliminare la possibilità di evocare l’emozione legata a ogni ricordo. In questo modo le difficoltà e frustrazioni che la vita presenta non vengono elaborate, diventando così le nostre forze, ma vengono messe emozionalmente a tacere e sostituite da una condizione di piacere fine a se stesso, privo di significato, e capace di trasformare la persona in un eterno bambino e in un geniale manipolatore. |
È il peggio che ci possa capitare. In un giovane adolescente il sistema di valori che guida le sue azioni è ancora in formazione e quindi l’intrusione del THC gli impedisce completamente di continuare a costruirlo; il risultato è il dilagare di una generazione di giovani totalmente incapaci di assumersi responsabilità e di costruire un futuro per sé e per gli altri (vedi bullismo e non solo). |