ADERISCI!

Lo Spinello di Troia

Ulisse usò la voglia di divertirsi dei troiani per espugnare la loro città; fingendo una fuga, dopo un lungo periodo di guerra, lasciò al nemico un bellissimo cavallo di legno. I troiani fecero festa e decisero di portare dentro le mura quello che interpretarono come un regalo, dimenticando che chi glielo aveva fatto, fino a poco prima,  era il loro nemico.
Allegria, feste, libagioni, divertimento, ignari che quel regalo conteneva un subdolo inganno: Ulisse stesso!

Così è il THC, il principio attivo della cannabis. Poco importa se sia o no neurotossico (neanche l’eroina lo è) ma la sua azione è la più subdola fra tutte le altre sostanze.
Intanto è riuscito a far credere a tutti che uno spinello non fa niente, e questa è stata la sua più grande vittoria, facendosi accettare dai più, compreso da chi non la usa, tanto da essere stato depenalizzato per uso personale. La voglia di divertirsi di giovani e meno giovani lo ha fatto accettare come un regalo, permettendogli così di espletare la sua azione lenta e inesorabile:

  • Ridurre la memoria, così si dimenticano di ciò che la vita insegna
  • Ridurre la motivazione a coltivare le proprie passioni
  • Ridurre la progettualità, con la ricerca della propria direzione e dei propri obiettivi

Il tutto per raggiungere il suo obiettivo, cioè quello di far perdere la persona in un eterno presente, lontano dalle proprie responsabilità, ferma e incapace di crescere, chiusa in un comportamento individualista che le impedisce di sviluppare quel senso di libertà responsabile che la rende consapevole di essere parte di un tutto e di sviluppare il proprio IO sociale, utile a sé e agli altri.

Il THC è quindi un’arma chimica che, nascosta entro un rotolo di carta, prepara il terreno e spesso la strada alle droghe definite pesanti (tanto lei è riuscita a farsi definire “leggera”), come un nuovo cavallo di Troia che ci ricorda che, nel bene e nel male, i Principi sono sempre gli stessi.

In termini strettamente biochimici uno, ma non il solo, degli effetti del THC, è il congelamento della zona del cervello chiamata Amigdala; essa è l’archivio delle esperienze emozionali e serve a consentirci di dare significato alle nostre azioni. Bloccarla equivale a eliminare la possibilità di evocare l’emozione legata a ogni ricordo. In questo modo le difficoltà e frustrazioni che la vita presenta non vengono elaborate, diventando così le nostre forze, ma vengono messe emozionalmente a tacere e sostituite da una condizione di piacere fine a se stesso, privo di significato, e capace di trasformare la persona in un eterno bambino e in un geniale manipolatore.

È il peggio che ci possa capitare.

In un giovane adolescente il sistema di valori che guida le sue azioni è ancora in formazione e quindi l’intrusione del THC gli impedisce completamente di continuare a costruirlo; il risultato è il dilagare di una generazione di giovani totalmente incapaci di assumersi responsabilità e di costruire un futuro per sé e per gli altri (vedi bullismo e non solo).
Ecco perché la cannabis è la più distruttiva delle droghe e la sua depenalizzazione è il più grave errore che sia stato fatto dalla società italiana nel dopoguerra.

Rimediare è un grande atto di responsabilità civile, a cominciare nei confronti dei nostri figli.
 

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