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L'Azione

Facendo riferimento ai principi e concetti suesposti viene di seguito sviluppata una linea di azione tesa a trasferire sul piano sociale la conoscenza, condivisione e realizzazione dei valori che conseguono dai principi e dalle riflessioni presentate in questo sito.
La società è la dimensione in cui si esercita l’IO sociale degli individui e ciò è reso possibile dall’esistenza di regole e strumenti di controllo che a loro volta devono essere corretti e ben esercitati; il raggiungimento di questi obiettivi avviene, oggi nella maggior parte dei paesi, attraverso l’esercizio dell’azione politica e legislativa.
L’Italia si trova in questo momento in una condizione che rende improrogabile la messa a punto di strumenti legislativi più adeguati ad affrontare il problema della droga che è arrivato a rappresentare senza alcun dubbio una vera e propria emergenza.

Punto focale dell’azione è l’applicazione di un sistema sanzionatorio sostenibile e teso al recupero sociale (vedi “il Progetto di Legge”) per la detenzione e l’uso di droga sancendo la responsabilità del singolo individuo che la assume.

Si chiede inoltre la definitiva eliminazione della distinzione fra droghe leggere e pesanti. La droga è droga.

Vediamo meglio quali sono i danni arrecati a terzi a causa dell’uso personale di droga:

  • Danni morali e psicologici ai propri famigliari
  • Danni economici e patrimoniali, anche molto gravi, ai propri famigliari
  • In taluni casi danni fisici ai propri famigliari
  • Diffusione dell’uso e spaccio delle sostanze in particolare ai propri coetanei per garantirsi il proprio fabbisogno
  • Incidenti anche mortali alla guida di mezzi di trasporto o di produzione
  • Riduzione fino all’annullamento delle proprie capacità professionali con compromissione della possibilità di contribuire al progresso della società come previsto dall’art. 4 della Costituzione (…Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.)
  • Costo sociale insostenibile (economico, sanitario, patrimoniale, culturale, morale) derivante dalla propria condizione di tossicodipendente
  • Complicità sia attiva che passiva nello sviluppo del narcotraffico e della criminalità organizzata in genere

Nell’adolescenza il giovane, che tende a sentirsi immortale, è normalmente poco sensibile ai danni che azioni rischiose possono arrecare a se stesso, per cui una informazione basata solo sul rischio personale ottiene scarsi effetti.
L’informazione sui danni che vengono invece arrecati alle altre persone, a cominciare da quelle più care, e sulle responsabilità legali previste dallo Stato per tali danni gli farebbe capire che la gente e lo Stato sanno quali conseguenze subirebbero dal giovane che decidesse di assumere droga e ciò potrebbe avere un effetto più responsabilizzante.

Non dimentichiamo che quando un individuo decide di provare per la prima volta la droga è ancora in grado di intendere e volere e la sua rimane una scelta libera, ma irresponsabile perchè destinata a innescare i danni anzidetti. Se è stato ben informato la sua responsabilità non può avere alibi.

Riconoscendo questo principio lo Stato ha il dirittodovere di:

  1. diffondere l’informazione sui danni a terzi nell’istruzione scolastica e nella società
  2. vietare quindi l’uso di tali sostanze ed emanare le relative sanzioni (vedi “il Progetto di Legge”)

Ogni giovane che non ha ancora fatto uso di droghe verrebbe così formato, informato e responsabilizzato in modo corretto su cosa significhi assumerle, senza distinzione alcuna fra di esse.

Oggi purtroppo stiamo assistendo anche ad un fenomeno ancora più raccapricciante, la distribuzione della droga a ragazzini fino a 9-10 anni, un modo subdolo e criminale per garantirsi un mercato ancora maggiore. È chiaro che in questo caso la responsabilità è dello spacciatore, ma anche nostra se non reagiamo in maniera risoluta e ferma.

Un ragazzo, un figlio, quindi si droga innanzitutto perché C’E’ la droga, perchè l’abbiamo lasciata entrare. Noi, tutti; chi per irresponsabile affermazione del concetto di diritto senza dovere, chi per inerte e comoda indifferenza e pigrizia. Tutti insieme per ignoranza.

In un ambiente sociale sano, quindi senza la presenza della droga, gli sbilanciamenti nello sviluppo mentale dell’adolescenza possono essere superati naturalmente con la crescita fino all’equilibrio della prima maturità e i più piccoli sono adeguatamente protetti come è giusto che sia.

Siamo noi ora quindi l’espressione autentica dell’IO sociale, l’IO che ci accomuna tutti, per agire coerentemente contro questa malattia sociale che si chiama droga, per salvare chi ci è caduto, per aiutare che ne uscirà a non ricadere, per non farci cadere dentro chi ancora ne è fuori, per salvare il nostro futuro.

 

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